BURNS NIGHT: Quando la poesia incontra il whisky scozzese
BURNS NIGHT: Quando la poesia incontra il whisky scozzese
La Burns Night, celebrata ogni 25 gennaio, è molto più di una semplice ricorrenza letteraria. In questa occasione non sono solo gli scozzesi a festeggiare: appassionati di whisky e di cultura scozzese in tutto il mondo si uniscono idealmente alle celebrazioni, riconoscendo in Robert Burns l’uomo che, come pochi altri, ha saputo incarnare e definire cosa significhi essere scozzesi. Poeta nazionale della Scozia, Burns viene celebrato attraverso una serata che unisce versi immortali, ritualità codificate e soprattutto Scotch whisky, protagonista assoluto dei brindisi e simbolo di convivialità e identità condivisa.
Cos'è la Burns Night?
La Burns Night nasce alla fine del XVIII secolo come commemorazione privata della vita e delle opere di Robert Burns. Le sue origini risalgono al luglio del 1801, quando nove amici del poeta si riunirono per celebrare il quinto anniversario della sua morte nel suo paese natale, ad Alloway, all’interno del Burns Cottage.
Quella serata conviviale ebbe tale successo da spingere gli organizzatori a riproporla l’anno successivo, introducendo però un cambiamento destinato a segnare la storia della ricorrenza: non più una celebrazione estiva, ma una cena organizzata in occasione dell’anniversario della nascita di Burns, il 25 gennaio. Da quel momento prese forma una tradizione che, ancora oggi, continua a essere celebrata in Scozia e nel resto del mondo.

Chi era Robert Burns?
Robert Burns (1759–1796) è considerato il poeta nazionale della Scozia e una delle figure più influenti della letteratura scozzese e britannica. Nato ad Alloway da una famiglia di agricoltori, seppe dare voce al popolo scozzese, elevando la lingua e la cultura locali a espressione letteraria riconosciuta.
Scrisse sia in inglese sia in scozzese (Scots), scegliendo consapevolmente la lingua parlata dalla gente comune. Nei suoi versi affrontò temi universali come la vita quotidiana, l’amore, l’amicizia, l’ingiustizia sociale, la libertà e l’orgoglio nazionale, con uno stile diretto, ironico e profondamente umano che ne decretò il successo già in vita.
Burns divenne così un autentico simbolo identitario, incarnando valori di indipendenza di pensiero, uguaglianza, convivialità e rispetto per le tradizioni. Scrisse la sua prima poesia all’età di 15 anni e, nonostante una vita breve conclusasi a soli 37 anni a causa di una malattia cardiaca, lasciò un patrimonio straordinario di oltre 550 poesie e canzoni. Per il suo contributo culturale e la sua influenza, è tuttora considerato una delle figure letterarie più amate del Regno Unito, con una fama spesso indicata come seconda solo a quella di William Shakespeare.
La Burn Supper: il cuore della celebrazione
Oggi la Burns Night si esprime principalmente attraverso la tradizionale Burns Supper, una cena rituale che unisce poesia, musica tradizionale e gastronomia, con lo Scotch whisky nel ruolo di protagonista dei brindisi, simbolo di convivialità, identità condivisa e orgoglio scozzese.
Non esiste un modo giusto o sbagliato per organizzare una Burns Supper: l’importante è creare un’occasione piacevole e conviviale, sia per chi ospita sia per gli invitati. Detto questo, la serata segue spesso una struttura cerimoniale riconoscibile, che ne scandisce i momenti principali e ne rafforza il significato.
Inizio: Gli ospiti si riuniscono e il padrone di casa apre la serata con alcune parole di benvenuto. Una volta presi posto a tavola, viene recitata la Selkirk Grace, una breve benedizione tradizionale scozzese che esprime sobrietà, gratitudine e attenzione all’uguaglianza, valori centrali della cultura popolare.
Il pasto: La cena si apre con l’antipasto. Successivamente l’haggis viene portato in sala con l’accompagnamento della cornamusa, in uno dei momenti più solenni della serata. Il padrone di casa recita l’Address to a Haggis, un omaggio all’haggis come emblema della cucina e dell’orgoglio scozzese, seguito dal tradizionale brindisi. Vengono quindi servite la portata principale e, a conclusione, il dessert.
Dopo cena: Terminato il pasto, viene recitato un primo testo di Burns, seguito dall’Immortal Memory, il discorso centrale della serata dedicato alla vita, all’opera e all’eredità culturale del poeta. Segue la lettura di un secondo testo a scelta, quindi il Toast to the Lassies, un brindisi ironico e brillante dedicato alle donne e al loro ruolo nella vita sociale, affettiva e culturale. A questo risponde la Reply to the Toast to the Lassies, generalmente pronunciata da una donna, che ribalta con spirito e intelligenza i temi del brindisi precedente. La parte formale si conclude con la recitazione di un ultimo testo di Burns.
Fine della serata: Il padrone di casa ringrazia gli ospiti e la serata si chiude con il canto collettivo di Auld Lang Syne, inno all’amicizia, alla memoria condivisa e al valore dei legami nel tempo. Durante il verso “And there’s a hand, my trusty fere!” i partecipanti si tengono per mano con le persone accanto, a simboleggiare unione, amicizia e condivisione.

Il legame con il whisky
Burns visse e scrisse in un’epoca in cui il whisky era parte integrante della vita quotidiana e della cultura popolare. Nei suoi testi il distillato ricorre come simbolo di socialità, convivialità e spirito libero. Non sorprende quindi che il suo nome sia indissolubilmente legato alla Burns Night, occasione in cui lo Scotch whisky accompagna i brindisi in suo onore e scandisce i momenti più significativi della serata.
Sebbene le opzioni disponibili siano numerose, una regola resta fondamentale: per la Burns Night si utilizza esclusivamente Scotch whisky, un criterio che restringe immediatamente il campo e rafforza il legame con la tradizione scozzese. Un ulteriore elemento da considerare è la scelta degli stili: è consigliabile iniziare con whisky più leggeri e morbidi, per poi proseguire nel corso della serata con espressioni via via più ricche, strutturate o torbate, accompagnando l’evoluzione del pasto e dei brindisi.
