Guardando l’etichetta di una bottiglia o seguendo le recensioni su di un sito (anche il nostro, of course) ci si imbatte spesso in termini riferiti alla botte o all’invecchiamento quali appunto “cask” o “barrel” o “hogshead”, cosa indicano? In che modo un barile ex Bourbon è diverso da un barile first fill ex Bourbon? e cosa significa “first fill”? o “doppia maturazione”? Ecco in questa semplice guida cerchiamo di spiegare a cosa si riferiscono le indicazioni più comuni, quindi se volete saperne di più… continuate semplicemente a leggere!

Le dimensioni contano

Partiamo quindi dalla grandezza di una botte (cask): le indicazioni di “barrel”, “hogshead” o ad esempio “butt” indicano genericamente la grandezza della botte. Si parte dalla botte più piccola e poco usata, di nome “firkin” da circa 41 litri poi si passa alla botte di tipo, “octave” di circa 80, “quarter” di circa 125 litri e si continua a crescere di dimensioni, le botti normalmente più usate sono il barrel, che è il classico barile ex Bourbon che ha una dimensione di circa 200 litri, poi c’è l’hogshead di circa 250 litri e il butt e il puncheon da circa 500 litri. Sembra abbastanza semplice, e per ora prendetela cosi, in realtà le cose sono un pochino più complicate di quello che sembrano perché un barrel può essere grande dai 180 ai 200 litri, mentre il butt e il puncheon possono essere tra i 500 e i 600 litri. Insomma, non abbiamo uno standard molto stretto ma comunque il nome ci può sicuramente fornire un’idea, anche se non precisissima, della capacità di una botte. L’ultima cosa da dire sulle dimensioni è che, come per tutto, c’è un limite: per il whisky scozzese, ma la regola viene seguita praticamente da tutti, non è possibile utilizzare per l’invecchiamento botti più grandi di 700 litri.

Tipi di botte
Esempi di botti e dimensioni

Abbiamo parlato delle dimensioni delle botti ma per chiudere definitivamente il discorso aggiungiamo solo un’ultima cosa: le dimensioni contano. Si, perché più piccole sono le botti e più contatto c’è tra il legno e il liquido al suo interno e quindi più composti aromatici (e in meno tempo) passano dalla botte al distillato. In pratica - a parità di utilizzo precedente della botte, del tipo di distillato che ha contenuto e di magazzino - se un whisky passa 10 anni di invecchiamento in una botte di tipo octave (da 80 litri) o 10 anni di invecchiamento in una botte butt (da 500), il whisky che tireremo fuori sarà diverso, sia di colore che di aromi, quello invecchiato in botte octave sarà più scuro e avrà preso molti più aromi dal legno (forse troppi) mentre quello in botte butt sarà molto più chiaro e meno aromatico. Questo significa che non troverete mai un whisky invecchiato 30 anni in botti octave, perché a prescindere da quanto ne ritroverete (c’è il discorso evaporazione), gli aromi del legno avranno completamente rovinato il whisky, cosi come difficilmente troverete un whisky di 3 anni invecchiato in una sola botte da 600 litri, in questo caso avrete ancora importanti note derivate dalla distillazione e poche dalla botte. È proprio questa una delle cose che rende difficile il lavoro di un mastro distillatore, capire in che botte e per quanto tempo un whisky ci debba riposare dentro.

 

Ex Bourbon, ex Sherry, ex Porto, cosa significa

Per la maggior parte dei single malt o single grain siano Scotch, Irish oppure giapponesi, troverete oltre alla botte diverse diciture come: ex Bourbon, ex Sherry o ex Vino diqualchetipo o ex distillatodiqualchealtrotipo-vediPorto cosa significa? Significa semplicemente che prima di metterci un distillato di malto o grano la botte ha contenuto un altro tipo di liquido, quello appunto indicato. La pratica è in atto da moltissimi anni sia in Scozia che in Irlanda, qui hanno da tempo capito che far invecchiare il proprio distillato in botti che in precedenza hanno contenuto altro lo migliora, ne aggiunge colore, aromi e profondità inoltre, essendo già stata usata, l’impatto delle note del legno saranno più leggere rispetto ad una botte nuova.

Spostiamoci negli Stati Uniti dove la questione è completamente diversa perché il Bourbon, da regolamento, prevede che il distillato riposi per almeno 2 anni solo ed esclusivamente in botti nuove, dette anche vergini, di legno di rovere americano. Si ok, ma che succede se non lo faccio? semplice… non lo chiami Bourbon ma, ad esempio American Whiskey (come per Michter’s) o comecavolopreferisci ma scordati Bourbon.

Uso di una botte, first fill, second o refill?

Botti in magazzinoOra che sappiamo qualcosa sulla dimensione e su cosa hanno contenuto cerchiamo di spiegare anche altre definizioni. Come detto, ad esempio, per fare Bourbon whiskey è possibile usare solo botti vergini, mai usate prima, quindi cosa succede a quelle usate? Semplice, le spediscono in giro per il mondo per farci invecchiare whisky di altri. Quindi la botte di Bourbon vuota arriva in una distilleria scozzese ed è pronta per accogliere il nuovo distillato. Una botte di primo utilizzo o first fill è il barile che riceve per la prima volta il nuovo whisky. Se lo riceve per la seconda volta, con poca fantasia, si chiama di secondo utilizzo o second fill, ma da qui è possibile utilizzare anche la dicitura “refill”. Questo significa che posso riusare una botte quante volte voglio? No, ma come sempre non c’è solo bianco e nero, ma anche tutta una serie di sfumature. In generale dopo che una botte ha fatto invecchiare whisky per 3 o al massimo 4 volte (dipende anche dal numero di anni di invecchiamento) gli aromi sono decisamente scarichi e l’apporto che la botte può offrire è decisamente basso. In questo caso la distilleria ha 2 possibilità, la prima più logica: butta la botte perché esausta. La seconda, ancora più logica per uno scozzese, la manda ai maestri bottai per essere ringiovanita e quindi riutilizzata.

 

Affinamento, doppia maturazione o mix

Terminiamo il nostro - già lungo - articolo analizzando tre ultime definizioni che potete trovare in alcune recensioni o descrizioni di whisky, parliamo di: affinamento, doppia maturazione o mix di maturazione, dov’è la differenza? Nei precedenti paragrafi abbiamo parlato di come il whisky può invecchiare in una botte ex Sherry o ex Vino, o se la botte è di primo utilizzo o no, ecco, per complicarci ancora un pochino in più la vita le nostre distillerie preferite usano, per lo stesso whisky, diverse botti. Può capitare ad esempio che per un whisky si usino solo botti ex Bourbon, oppure che si usino sia botti ex Bourbon che ex Sherry o ex Porto, è un problema? Normalmente no, semplicemente si cerca di aggiungere complessità e ricchezza ad un whisky facendolo invecchiare in diverse botti e quindi facendogli acquisire note e aromi diversi. Ma tornando alla domanda di inizio paragrafo le differenze sono queste:

-     Affinamento: significa che un whisky è stato fatto invecchiare principalmente in un tipo di botte per poi essere affinato per qualche mese in altre botti. Esempio: Un whisky viene fatto invecchiare per 10 anni in botti ex Bourbon e per 3 mesi in botti ex Vino, i 10 anni sono di invecchiamento i 3 mesi di affinamento. Da notare che non contano le dimensioni delle botti usate ma solo cosa hanno contenuto.

-     Doppia maturazione: è simile all’affinamento solo che i 3 mesi diventano molto più lunghi, per esempio si parla di doppia maturazione quando un whisky viene fatto invecchiare per 10 anni in botti ex Bourbon e poi preso e spostato per altri 2 anni di invecchiamento in botti ex Vino prima di essere imbottigliato. La prima distilleria ad attuare il metodo della doppia maturazione su un proprio whisky è stata la Balvenie con il suo 12 anni Double Wood.

-     Mix di botti: in questo caso il whisky proviene da diverse botti, abbiamo un 10 anni che proviene da botti ex Bourbon che viene fatto “sposare” con un altro 10 anni invecchiato in botti ex Sherry, semplice no? A livello pratico si traduce in questo: prendete un grande recipiente, svuotate al suo interno il contenuto di una o più botti ex Bourbon e poi fate lo stesso con un altro tipo di botte, poi lasciante riposare il tutto per qualche giorno o al massimo mese, infine imbottigliate.

Eccoci arrivati alla fine del nostro articolo se avete qualche domanda siamo sempre disponibili via e-mail o form sul nostro sito, ecco la pagina dei contatti.

Alla prossima, Slàinte!